Quesito rls SEGRETERIA NAZIONALE
 

SIULP provinciale Bari

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Quesito rls SEGRETERIA NAZIONALE

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siulp

Sindacato  italiano  Unitario  Lavoratori  Polizia

 

Segreteria  Nazionale

 

 

Roma, 22 maggio 2015

                                                                                                                                 

Dott. Roberto Santorsa
Direttore Centrale Sanità
Ministero dell’Interno
R o m a

                                                                                                                                  

Dott. Tommaso Ricciardi
Direttore Ufficio Relazioni Sindacali
Dipartimento della P.S.
Ministero dell’Interno
R o m a

 

Prot.: 7.7/621/2015/ic

 

Con la nota del 7 maggio 2015 che si allega in copia (all.1), il Direttore dell’Ufficio Centrale di Vigilanza corrisponde ad una richiesta di consulenza avanzata dal dirigente il Compartimento Polstrada di Bari nella qualità di datore di lavoro ai sensi del D.lgs 81/2008.

In buona sostanza la “consulenza” in questione verte sulla possibilità che consulenti e/o coordinatori espletino le funzioni di RLS e sul numero di RLS che possono essere individuati da una singola segreteria provinciale.

La nota dopo aver ricordato che ai sensi della circolare 559/LEG/503.031.627.ter del 10 giugno 1997 per la Polizia di Stato le Funzioni di RLS vengono svolte dalle segreterie provinciali delle organizzazioni sindacali più rappresentative sul piano nazionale, afferma testualmente “si ritiene opportuno che la figura di RLS venga espletata da un lavoratore (soggetto ancora in attività di servizio), e ciò anche per la sua maggior conoscenza delle problematiche specifiche dell’unità produttiva in esame e per l’attualità della partecipazione alle attività operative””.

Nel prosieguo, il direttore dell’Ufficio di vigilanza si avventura in valutazioni di carattere giuridico politico, così sentenziando: “non si ritiene appropriato che i poliziotti in pensione possano svolgere le funzioni di RLS, di contro gli stessi possono“ sicuramente svolgere attività di consulenza e partecipazione nell'ambito delle attività sindacali”, non facendo mancare il proprio autorevole parere anche su quest’ultima affatto controversa questione.

Dulcis in fundo, la missiva si conclude con una incauta incursione interpretativa sul terreno dell’Accordo nazionale Quadro. Ne riportiamo il testo: “”Nel caso della Polizia di Stato l’ANQ non stabilisce esattamente il numero degli RLS che, anche qualora venissero indicati in numero di 1 per ogni sigla, supererebbe quanto indicato dal D.Lgs 81/08. Viene stabilito, però, che il monte ore complessivo a disposizione per ogni sigla è pari a 76 ore annue per cui anche se viene ammessa l’attività di più RLS contemporaneamente essa dovrà, comunque, essere svolta nell’ambito del monte ore complessivo indicato..”.

Ciò premesso, l’attività di “Consulenza” prestata dal direttore dell’ufficio di vigilanza mentre si appalesa discutibile sul piano della legittimità appare improvvida e malaccorta sotto il profilo del merito. 

Con riguardo al primo aspetto, è appena il caso di far notare come una attività di consulenza a favore del datore di lavoro sia del tutto incompatibile con la vocazione istituzionale dell’organismo di vigilanza che deve mantenere una posizione di terzietà per definizione.

Al riguardo, di solare evidenza è il contenuto dell’art. 13 del dlgs 81/2008 il quale, dopo aver precisato che, per la Polizia di Stato, l’attività di vigilanza è devoluta ai servizi sanitari e tecnici istituiti in seno dell’ufficio ispettivo, prevede espressamente che la vigilanza sia esercitata nel rispetto del coordinamento di cui agli articoli 5 e 7 (che devolvono ad altri organismi l’attività di consulenza e interpello), soggiungendo (comma 5) che il personale delle pubbliche amministrazioni, assegnato agli uffici che svolgono attività di vigilanza, non può prestare, ad alcun titolo attività di consulenza. E ciò vale a maggior ragione per un organismo interno ad una organizzazione pubblica datrice di lavoro.

Ma le considerazioni del direttore dell’organismo di vigilanza appaiono di una gravità inaudita laddove se ne valuti il merito.

Invero, pur considerato che l’attività di RLS, in attesa dell’emanazione di appositi decreti o dell’intervento della contrattazione collettiva, è delegata in regime giuridico straordinario alle Segreterie Provinciali, il direttore del servizio di vigilanza, con motivazioni assolutamente inconferenti e prive di qualsiasi pregio giuridico, giudica “inopportuno” e “non appropriato”, che le dette segreterie, in armonia con il vigente testo dell’articolo 83 della legge 121/1981, si facciano rappresentare da personale in congedo, il quale, tuttavia, secondo il ragguardevole parere dello stesso potrebbe comunque sicuramente svolgere attività di consulenza e partecipazione nell'ambito delle attività sindacali.” (avevamo proprio bisogno di questo autorevole parere!).

Probabilmente il responsabile del nostro servizio di vigilanza, quando sostiene che l’RLS può essere solo un lavoratore in attività di servizio (ma forse intendeva dire soggetto ad obblighi di servizio e di subordinazione) ignora o sottace che l’attività di RLS rientra nel novero delle attività sindacali e che la normativa prevede espressamente una figura di RLS esterna all’organizzazione aziendale.

Si tratta dell’RLST che rappresenta direttamente i lavoratori nei confronti dell’impresa in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Il suo compito è quello di contribuire a realizzare un’effettiva prevenzione dei rischi secondo quanto disposto dall’art. 48 e 49 D.lgs. 81/08, nei casi in cui non si proceda all’elezione dell’RLS.

Il D.lgs. 81/08 specifica che le modalità di elezione o designazione del RLST sono individuate dagli accordi collettivi nazionali, interconfederali o di categoria, stipulati dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

In base all’Accordo Interconfederale del 28/02/2012 i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriali - RLST sono designati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori o dall’EBITEN anche su indicazione delle proprie articolazioni territoriali tra i soggetti in possesso dei requisiti prescritti dal D.lgs.81/08.

Nell’interrogarci sul significato e sulle conseguenze giuridiche della classificazione “inopportuno” e “non appropriato”, non comprendiamo quali competenze abbia il citato direttore in materia di interpretazione dell’Accordo nazionale Quadro e quale oscura esigenza lo abbia indotto a discettare gratuitamente su questioni negoziali strategiche, quali il problema della definizione del criterio di individuazione degli RR.LL.SS. e dell’attribuzione del monte ore complessivo a disposizione degli stessi, da tempo in attesa di essere definite nelle appropriate sedi istituzionali negoziali o regolamentari.

In proposito è appena il caso di evidenziare come le 76 ore a disposizione dell’RLS siano riferite dalla normativa all’unità produttiva e non alla figura dell’RLS e che sul punto insiste una riserva di contrattazione in considerazione della natura negoziale della materia.

Avanza e si fa strada l’impressione che l’organismo di vigilanza abbia agito dietro la regia occulta di dirigenti territoriali interessati ad escludere qualche attore scomodo dal palcoscenico delle responsabilità che lo riguardano come datore di lavoro.

Un elemento che avvalora questa tesi è il riferimento specifico a figure come consulenti e coordinatori, che rispecchiano incarichi formalizzati e affidati da una nostra struttura provinciale ad un collega in congedo in un contesto nel quale l’attività del nostro RLS ha causato persino la sostituzione del medico competente evidentemente ritenuto “poco affidabile” per aver condiviso alcuni rilievi dell’RLS sulla inadeguatezza di taluni ambienti di lavoro.

Ma cerchiamo di ricostruire i fatti così come emergono dall’esame documentale effettuato a seguito di accesso agli atti.

Il 20 novembre del 2014 il Compartimento Stradale Puglia inoltra un quesito all’Ufficio Relazioni Sindacali, all’Ufficio Studi, Ricerche e Consulenza, all’Ufficio Ispettivo Centrale- Ufficio di Vigilanza e, per conoscenza, al Servizio Polizia Stradale (All.2). La richiesta del Compartimento consegue all’iniziativa del Siulp di Bari, che, attese le modifiche intervenute all’art.83 della 121/81, nomina Consulente per la sicurezza dei lavoratori - Coordinatore RLS SIULP  Puglia un collega in quiescenza.

Il quesito in parola, nello specifico, chiede agli uffici in indirizzo un parere sulle seguenti questioni:

  1. Se le funzioni di R.L.S. possano essere espletate da Consulenti e/o Coordinatori, quadri sindacali;
  2. Quante persone possono essere individuati R.L.S. nell'ambito di una Segreteria Provinciale, atteso che il numero totale dei dipendenti del Compartimento Puglia, della Sezione di Bari e delle UU.00.DD. della provincia di Bari è meno di 200.

In data 4 dicembre 2014, l’Ufficio Studi, ricerche e consulenze del Dipartimento si esprime sull’argomento inviando una nota di risposta al Compartimento Stradale Puglia, nella quale si individua giustamente l’Ufficio Relazioni Sindacali quale ufficio competente a trattare la questione (All.3).

Il successivo 20 febbraio 2015, giunge agli uffici compartimentali anche la risposta dell’Ufficio Relazioni sindacali (all. 4) che, rispetto al quesito formulato, si esprime così:

Al riguardo, pur non rinvenendo nella vigente normativa in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la figura sopraindicata, si ritiene che ciò non impedisca ad una O.S., in virtù delle funzioni svolte di R.L.S. in base alla Citata circolare n. 559/LE/503.031.627 del 10/06/1997, di individuare al suo interno una carica, come ad esempio quella in esame, per lo svolgimento della predetta funzione.”

Alla luce di quanto affermato dall’Ufficio Relazioni Sindacali, la faccenda sembra ormai chiarita.

Il 13 aprile 2015 il SIULP di Bari trasmette all’Ufficio di Vigilanza, un articolato esposto nel  quale si esprimono forti perplessità in ordine all’operato del medico competente a seguito di un sopralluogo effettuato per la Questura del capoluogo.

A distanza di 20 giorni circa arrivano quasi contestualmente due note in periferia, rispettivamente indirizzate al Compartimento Stradale Puglia e al Questore di Bari-(Datore di lavoro). La prima è per l’appunto quella del 7 maggio, oggetto della nostra attenzione, mentre della seconda, richiamata nella circolare della Questura di Bari prot. n. 2015/cat.E.1.A/15 del 19 maggio 2015 (all. 5), sono ancora in corso le procedure di acquisizione previo accesso.

In entrambe le missive, il direttore dell’Ufficio di vigilanza debordando dalle sue mansioni, si premura di contraddire e capovolgere l’orientamento espresso dall’Ufficio Relazioni Sindacali sovrapponendosi allo stesso e pronunciandosi, peraltro, anche sulla necessità che l’R.L.S. nominato dalle OO.SS. debba essere necessariamente un lavoratore attivo e non uno in quiescenza, elemento, questo, che, non formava assolutamente oggetto del quesito del 20 novembre 2014 inoltrato dal Compartimento della Polizia Stradale Pugliese (all. 2).

Ancor più sconcertante è la seconda nota, e precisamente la nr. lll/VIG./1994-0-2015 del 05 maggio 2015, inviata al Questore di Bari (richiamata dallo stesso Questore nella circolare 2015/cat.E.1.A/15 del   19 maggio 2015), con la quale, persino al di fuori di un formale interpello, il direttore dell’Ufficio di Vigilanza, ancorché non richiesto, comunica che: le funzioni di R.L.S. possono essere svolte esclusivamente da lavoratori in servizio e non da personale in quiescenza, consulenti, coordinatori, etc.”.

Fatto sta che nessuna pubblicità è stata data alla nota dell’Ufficio Relazioni Sindacali del Dipartimento, mentre ampia diffusione hanno avuto i “desiderata” dell’Ufficio di Vigilanza trasmessi a tutti i datori di lavoro (all.ti 5 e 6) con il rischio di ingenerare false rappresentazione e produrre conflitti con il sindacato (con un tempismo inquietante in data 19 maggio 2015 è stata divulgata una nota a tutti i Dirigenti dei Commissariati dipendenti della Questura, al Medico Competente, al Consulente Tecnico dei VV.FF., a tutti gli RLS - di fatto a tutte le altre Segreteria Provinciali -, ed infine per non farsi mancare nulla anche al RLS per gli impiegati civili, nella quale si pubblicizza il parere dell’Ufficio di Vigilanza.

Ma, al di la di ogni considerazione su una vicenda dai contorni davvero sconcertanti, resta il fatto che le prese di posizione del direttore dell’organismo di vigilanza costituiscono una gravissima deviazione dalle funzioni di garanzia e controllo affidate dalla legge a questo importante istituto, che, non ha più quei requisiti di indipendenza e terzietà idonei e necessari ad assicurarne il funzionamento.

E’ ormai evidente come, allo stato attuale della sua composizione, l’ufficio di Vigilanza non abbia quei connotati di affidabilità, indispensabili alla missione istituzionale che deve svolgere.

Si confermano, così, tutte le perplessità emerse e rappresentate nel corso dell’incontro tenutosi il 28 aprile presso il Dipartimento della P.S. sulla impostazione minimalista assunta dall’Amministrazione nella predisposizione dei contenuti del regolamento attuativo per la Polizia di Stato del Dlgs 81/2008.

In quella sede, infatti, proprio con riferimento alle previsioni relative al servizio di prevenzione e protezione ed all’attività degli organismi di vigilanza, le organizzazioni sindacali non mancarono di sottolineare come l’esigenza, manifestata dall’Amministrazione, di addivenire alla rapida approvazione dell’atteso regolamento attuativo dovesse coniugarsi con quella di predisporre un testo adeguato e conforme alle previsioni normative contenute nel d.lgs. n. 81/2008 ed ai principi che lo hanno ispirato.

Premesso quanto sopra, ritenendo ormai venuta meno quella garanzia di terzietà necessaria all’espletamento delle delicate funzioni assegnate all’ufficio di vigilanza, mentre si sono cristallizzati elementi di palese incompatibilità dell'attuale vertice del citato Ufficio, si chiede di conoscere quali iniziative si intendano adottare per restituire autorevolezza ad una struttura la cui indipendenza ed imparzialità è condizione essenziale per l’espletamento delle delicate funzioni di controllo che la legge prevede a garanzia della salute e sicurezza dei lavoratori e del responsabile esercizio delle prerogative del datore di lavoro.

Si resta in attesa di cortese riscontro in assenza del quale ci vedremo costretti, nostro malgrado ad aprire un contenzioso in altre sedi, oltre che ad effettuare manifestazioni pubbliche di disapprovazione dell'attuale illegittima e partigiana gestione.

Cordiali saluti.

 

 

Il Segretario Generale
Felice ROMANO

 

 

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