Formaldeide...il pericolo “volatile”
 

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Formaldeide...il pericolo “volatile”

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Come tutte le cose di questo mondo, prima si aspettano gli eventi catastrofici e poi si cerca di porre rimedio. Per mezzo secolo molte persone hanno lavorato nelle fabbriche che producevano materiale in amianto (eternit) e quando sono iniziate le morti dei lavoratori, i nostri "cervelloni" hanno finalmente sentenziato che l'eternit è cancerogeno. Anche se  tutt'ora qualcuno sottovaluta questo aspetto. Questa volta tocca alla formaldeide. Da lungo tempo sono noti gli effetti tossici della formaldeide, ma non si aveva la certezza se fosse anche cancerogena.

Mentre la medicina molto lentamente appurava la pericolosità di tale sostanza, questa "circolava" tranquillamente nel nostro ambiente di vita, anche grazie ad una normativa contraddittoria e antiquata. La formaldeide, detta anche formalina, è una sostanza la cui potenziale pericolosità è legata prevalentemente alla sua estrema volatilità. E' un inquinante così detto ubiquitario, lo si trova cioè praticamente dappertutto. La via di penetrazione è fondamentalmente quella respiratoria a cui  sono legati alcuni effetti negativi sull'organismo umano.

L'effetto irritante è assai noto e può avvenire a concentrazioni molto basse (a partire da 0,01 mg/m3 per quello oculare). La suscettibilità individuale è comunque assai ampia e, in conseguenza dell'elevata solubilità in acqua, essa riguarda prevalentemente le prime vie aeree (naso, gola). In soggetti sensibili o particolarmente esposti, gli effetti della formaldeide possono diventare cronici.

La presenza maggiore di tale sostanza la si riscontra nelle industrie di mobili. Infatti, la principale fonte  indoor di formaldeide è il legno pressato per il quale sono impiegati adesivi contenenti resine. Può essere emessa dai mobili in truciolato e compensato, soprattutto quando sono nuovi. Il rilascio di formaldeide in mobili costruiti con tali materiali è più elevato quando i prodotti sono nuovi. Per questa ragione alcuni costruttori di arredamenti consigliano di far ventilare le stanze dove si mettono mobili nuovi per una quindicina di giorni prima di soggiornarvi.

(Se per questioni economiche si acquistano arredi realizzati in pannelli truciolari, esigere almeno la certificazione E1 cioè a basso contenuto di formaldeide). La formaldeide per quanto sopra, inizialmente veniva  classificata come sostanza sospetta cancerogena (gruppo A2 ACGIH: riconosciuta cancerogenicità per alcune specie animali, insufficienti evidenze epidemiologiche per l'uomo).

Nuovi studi epidemiologici condotti su lavoratori addetti alla sintesi di formaldeide, hanno portato alla conclusione da parte dello IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), a classificare la formaldeide nel gruppo 1 dei cancerogeni, cioè nei cancerogeni certi per l’uomo per inalazione e sospetta per ingestione, quindi "CERTIFICATA CANCEROGENA". Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 24 marzo 2015 venne pubblicato il Regolamento (UE) 2015/491 del 23 marzo 2015 che confermava lo spostamento del termine del periodo transitorio per l’applicazione alla formaldeide della nuova classificazione come cancerogeno di categoria 1B al 1 gennaio 2016. La data precedentemente prevista era il 1 aprile 2015.

Lo spostamento si rese necessario in quanto il periodo transitorio previsto tra la pubblicazione del regolamento 605/2014 del 5 giugno 2014 che ha sancito il cambio di classificazione e la data prevista per l’entrata in vigore, è stato ritenuto troppo breve rispetto ad altri casi analoghi. Questo per noi significa che, ove la formaldeide sia presente e ci siano lavoratori esposti, bisognerà procedere a rivedere il Documento di Valutazione di Rischio secondo le indicazioni del Titolo IX del D.Lvo 81/08 (protezione da agenti cancerogeni e mutageni) e dare corso a tutti gli obblighi previsti (sistemi chiusi, eliminazione o riduzione del rischio, registro esposti, sorveglianza sanitaria …).

Pertanto, considerata la Formaldeide  ad ogni effetto un agente cancerogeno 1/B H350, laddove ci sono lavoratori esposti a tale sostanza, bisogna affrontare subito le procedure che la riclassificazione comporta. Per quanto riguarda la nostra attività lavorativa, tra i lavoratori interessati a queste procedure, vi sono il personale addetto ai gabinetti di Polizia Scientifica e altro personale che per ragioni di servizio usa sostanze che contengono formaldeide. Da un primo urgente monitoraggio ci risulta che il Dirigente del G.I.P.S. di Bari, che si è mostrato sempre molto attento alle problematiche legate alla 81/08, si è già attivato per avviare le procedure per l'acquisto kit monodose a sistema chiuso. Infatti sinora per effettuare il test di Marquis (per l'individuazione di alcune sostanze stupefacenti), i reagenti venivano preparati manualmente dai colleghi. Proprio perchè il reagente di Marquis è per nove parti un concentrato di acido solforico (H2SO4) e una parte di formaldeide (CH2O), l'unico accorgimento che le norme dettavano, era che tali operazioni venissero eseguite sotto cappa o comunque in locale ben aerato. Inoltre, non possono essere “risparmiati” dall’esposizione alla formaldeide anche i lavoratori che svolgono la loro attività negli uffici. Infatti, la formaldeide, come detto precedentemente, può essere rilasciata da alcune suppellettili in legno pressato, dai mobili in truciolato, compensato o comunque multistrato; da alcune suppellettili in materiale composito a media densità di fibra (MDF) ed in generale, si vuole puntualizzare, da tutti i mobili nuovi sui quali vengono utilizzate colle e solventi con formaldeide

Esaminiamo quindi gli obblighi che la riclassificazione della formaldeide in sostanza cancerogena dal 01.01.2016 prevede:

PER IL MEDICO COMPETENTE

La risposta è fornita dal titolo IX capo II “Protezione da agenti cancerogeni e mutageni” del Decreto Legislativo 81/08 e dal Decreto del Ministero della Salute del 12 Luglio 2007 che stabilisce i seguenti obblighi per il medico competente:

• nei casi per i quali la valutazione del rischio ha evidenziato un pericolo per la salute dei lavoratori, deve attivare la sorveglianza sanitaria.

• Deve fornire ai lavoratori adeguate informazioni sulla sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti, con particolare riguardo all’opportunità di eseguire accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa.

• Deve provvedere ad istituire e aggiornare una cartella sanitaria e di rischio.

• Deve curare la tenuta del Registro degli agenti cancerogeni che è istituito dal datore di lavoro.

Sia il Registro che la cartella sanitaria e di rischio, devono essere costituiti obbligatoriamente da fogli legati e numerati progressivamente. Il Registro deve essere trasmesso entro 30 giorni dalla sua istituzione dal datore di lavoro in busta chiusa e siglata dal medico competente in copia all’organo di vigilanza. In merito alla cartella sanitaria e di rischio, essa deve essere conforme alla cartella sanitaria e di rischio dell’Allegato 2 del Decreto del Ministero della Salute del 12 Luglio 2007 n. 155. Dato che i lavoratori possono essere esposti, oltre alla formaldeide, anche ad altri rischi per cui vige l’obbligo della sorveglianza sanitaria, e tenendo conto che è imprescindibile utilizzare la cartella sanitaria e di rischio disposta dal Decreto Legislativo 81/08, il medico competente può scegliere le seguenti opzioni:

• istituire due cartelle sanitarie e di rischio diverse, una per i rischi “non cancerogeni”, una per l’esposizione alla formaldeide.

• utilizzare un’unica cartella sanitaria e di rischio, ma sempre che vi siano comunque inclusi i dati e le notizie indicati nell’allegato stesso. In questo caso è possibile utilizzare la cartella sanitaria e di rischio conforme all’Allegato 3 A del D.Lgs 81/08 e s.m.i. integrata con i dati supplementari contenuti nell’Allegato 2 (nella cartella sanitaria e di rischio disposta dal Decreto n. 155 è scritto D.Lgs. 626/94: bisogna sostituire tale annotazione con D.Lgs. 81/08).

• utilizzare cartelle computerizzate con i requisiti richiesti dalla normativa.

Nel caso di lavoratori esposti contemporaneamente a radiazioni ionizzanti e ad agenti cancerogeni per i quali è istituito il documento sanitario personale ai sensi dell’articolo 90 del Decreto Legislativo 17 marzo 1995 n. 230 e s.m.i., il predetto documento va integrato con le informazioni previste nel modello di cui all’Allegato 2.

 PER IL DATORE DI LAVORO

Deve provvedere all’adeguamento del documento di valutazione dei rischi con l’applicazione di quanto previsto dal titolo IX - Capo II del D.Lgs. 81/08. Sia il Registro degli esposti che le cartelle sanitarie e di rischio devono essere sottoscritti rispettivamente dal datore di lavoro e dal medico competente; inoltre, il datore di lavoro appone la data e la propria sottoscrizione sulla prima pagina della cartella sanitaria e di rischio dichiarando altresì il numero di pagine di cui si compone il documento. La firma del datore di lavoro sul Registro ha lo stesso significato della firma della cartella sanitaria e di rischio. Altri obblighi sono: il monitoraggio dei livelli di esposizione, le misure di riduzione del rischio, la formazione dei lavoratori, la scelta dei D.P.I.,  ecc.

Vista la delicatezza del problema e il pericolo che tale sostanza provoca, ci si augura che le parti interessate si attivino immediatamente a mettere in pratica quanto detto. A noi R.L.S. il compito di vigilare e pretendere che a tutte le norme a tutela della vita del lavoratore venga data la giusta attenzione e, se il caso lo richiede, anche la indifferibile urgenza.

Paolo ZINI